Tra la fine di dicembre 1999 e l’inizio di gennaio 2000, Antonio Meneghetti tiene a Rio de Janeiro il Convegno Internazionale “La donna del terzo millennio: le prerogative dell’intelligenza al femminile come
radice al terzo millennio”, in cui afferma: “Le donne sono strutturate non soltanto dagli stereotipi familistici, dagli stereotipi sociali ma anche, soprattutto, dallo stereotipo dell’ultima cultura critica maschile. La stessa
donna quando comincia a fare dialettica, in ogni campo, usa purtroppo una strumentazione logica costruita dal maschio”.
Tra le presenti: Ludmila Verbitskaja, Rettore dell’Università Statale di San Pietroburgo; Alice Hecht, capo ufficio amministrativo della Commissione speciale dell’ONU (UNSCOM); la scrittrice Rose Marie Muraro e Palmerinda Donato, presidente dell’Accademia Internazionale della Cultura di Brasilia.
Dal congresso esce il libro sulla donna leader (“La femminilità…”). A conclusione del Convegno Internazionale “La donna del terzo millennio”, l’Unione Internazionale delle Accademie consegna al prof. Antonio Meneghetti il titolo denominato “Stella di Vernadskij” con il grado di massimo livello.
La condizione della donna è la diaspora che nell’attualità appare enunciata dal confronto con le culture migranti, sebbene da almeno due millenni le nuove religioni vi apposero dei marchi etici che al confronto con la moderna percezione del diritto e del giusto mostrano notevole obsolescenza. Dal Gennaio 2011 un nuovo testo disquisisce la tematica esponendo le basali induzioni che producono un approccio etico sminuente o subordinante nei confronti della femmina e adeguato anche alla stregua di manuale per prevenire i pericoli nascosti nei moti interpersonali, qualora le religioni vi aggreghino un influsso di rilievo. L’argomento primario è implementato con una scansione della vita di Gesù nella Galilea, osservata con uno scrupolo investigativo moderno e adeguato nell’evidenziare degli aspetti denotanti gli errori interpretativi, che i padri fondatori della Chiesa Cattolica potrebbero aver commesso, e gravato sulla figura femminile. L’occidente è sede della cultura emersa dominante nella storia e la questione “condizione della donna” come la conosciamo è anzitutto la deriva più eclatante delle impostazioni della Chiesa Cattolica ai suoi primordi. Aiuta inoltre a comprendere gli eventi del nostro tempo, quando le religioni appongono dominanti ruoli identificanti.
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